Gardenia

Gardenia

Quante leggende sugli alberi, quante parole sussurrate dalle fronde di ciascuna essenza. Come vecchi saggi, sembrano dirci: “siediti, osserva, ascolta, respira, vivi!”

IL BOSCO È IL LUOGO DOVE SI TORNA BAMBINI

La paesaggista Giuliana Marsiaj ci invita a passeggiare nel parco della casa di famiglia.Dove colori,fruscii,profumi la aiutano a ritrovare la serenità. In qualunque stagione.
Era un mio sogno da sempre e finalmente sono riuscita a realizzarlo: creare un oasi di tranquillità e silenzio sulle verdi colline che circondano Torino, la mia città. Per me è un “healing garden”, cioè un giardino curativo. Lo considero tale perchè quando vado a passeggiarvi, dopo lunghe giornate di lavoro, riesco a dimenticare i problemi già prima di varcarne la soglia. E poi mi mette gioia lasciarmi cullare da forme morbide e sfumature di colore che di stagione in stagione si susseguono con garbo. Il mio giardino è il laboratorio nel quale ricerco l’ antico legame uomo-natura come cordone ombelicale per la sopravvivenza su questo pianeta. Qui nulla è eccessivo non ci sono forzature, sembra che ogni albero, ogni arbusto, siano lì da sempre, nella loro disarmante semplicità. Solo le stagioni scandiscono il tempo. Un tempo che è arte: al posto di lancette ticchettanti senti solo la voce delle foglie mosse dal vento, il sole filtrato dai rami di verdi più o meno intensi, più o meno fioriti. Una strana danza, un gioco senza regole, nelquale protagonista è solo la natura, con i suoi mille volti.
Riscoprono l’importanza del respiro sedendomi su una panchina di legno avvolta attorno a un gruppo di liquidambar che svettano con le sfumature di chiome in tutte le varietà del verde. La valenza curativa della natura sta proprio nel senso di serenità che può darci osservare le forme arrotondate della foglie, o sentire la morbidezza del legno. Il profumo di un’ erba aromatica spontanea…
E poi ci sono i fiori: rose ovunque, antiche, rustiche, accomunate da corolle dalle sfumature chiare e con la rugiada ci regalano una delicata acqua di rose, antico rimedio curativo nonché segreto di bellezza.
Più avanti, lungo un rivo d’ acqua, ecco svettare il bambù in tutto il suo richiamo esotico, cantato dalle foglie smosse dal vento, con le canne flessuose che contengono la freschezza di quel verde vivo, in netto contrasto i rossi bruciati dalle metasequoie. Altra storia, altre radici, il fascino delle terre d’ america!
Quante leggende sugli alberi, quante parole sussurrate dalle fronde di ciascuna essenza. Come vecchi saggi, sembrano dirci:”siediti, osserva, ascolta, respira, vivi!”. E alle generzioni future, che li vedranno maestosi, sempre più chiaramente racconteranno l’ antica storia della grande amicizia tra l’ albero e l’ uomo.